La realtà esiste davvero?
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"La realtà è semplicemente un'illusione, sebbene molto persistente ."
(Albert Einstein)
Con queste parole Einstein ci introdusse al concetto di "relatività". Questa potente riflessione ci apre uno scenario facilmente intuibile, ma estremamente complesso: ciò che ognuno chiama realtà delinea i suoi confini entro un contesto soggettivo, anziché oggettivo.
LA SOGGETTIVITA' DELLA REALTA'
Siamo abituati a considerare il mondo e i suoi fenomeni come un insieme di dati studiabili, verificabili e logicamente comprensibili. Materie come la fisica, la matematica e la chimica nascono per fornirci risposte certe al funzionamento del mondo e delle sue parti.
Eppure, all'inizio del secolo corso, l'uomo che divenne una delle figure più eminenti nel campo della fisica ribaltò completamente le carte in tavole: nel 1905 Albert Einstein introdusse la "Teoria della Relatività", che rivoluzionò la nostra concezione dello spazio e del tempo come dimensioni misurabili e oggettive affermando, in parole semplici (e decisamente poco tecniche), che tutto ciò che ognuno vive, per come lo vive, è nella sua manifestazione stessa il risultato di una percezione soggettiva.
Sembra follia vero?
Eppure basta aprire gli occhi per avere innumerevoli indizi che vadano a conferma di questo. Prendiamone in considerazione alcuni.
1. IL TEMPO
Vi è mai capitato di essere innamorati? Il tempo trascorso con una persona a cui teniamo sembra letteralmente volare.
E invece avete mai dovuto attendere qualcosa di importante? In quel caso il tempo ci pare infinito.
Adesso immaginate che entrambi questi scenari durino entrambi esattamente due ore. Quantitativamente parlando, secondo i nostri parametri di suddivisione oggettivi (ore, minuti e secondi), il tempo trascorso è lo stesso.
Eppure noi li percepiamo in modo diametralmente opposto.
Stessa cosa può estendersi al passato / presente / futuro.
Sebbene gli effetti del trascorrere del tempo siano visibili sulla materia, la nostra mente può indagare indifferentemente nei nostri ricordi o fare previsioni sul nostro futuro e la forza di queste transizioni può influire sul nostro presente a volte in maniera estremamente impattante. Questo non rende forse le tre linee temporali come un fluire costante, unico e interconnesso?
2. LO SPAZIO
Immaginate un viale lungo circa un chilometro, composto da una strada e due marciapiedi.
Lungo un lato della strada vi è traffico e nella macchina all'inizio del percorso, tutto affannato e nervoso, sta un ometto in giacca e cravatta in ritardo per il lavoro.
Nell'altra direzione, in un'altra macchina, c'è un ragazzo con un mazzo di rose sul sedile del passeggero: quei fiori sono per sua moglie, che ieri ha dato alla luce il loro bambino.
Sulla sinistra un gruppo di ragazzi passeggia spensierato, ridendo e chiacchierando.
Sulla destra, un'anziana signora cammina a fatica verso la farmacia in fondo al viale, arrancando sul suo deambulatore, ma determinata ad arrivare in tempo prima della chiusura perché ha un marito diabetico che la aspetta a casa per la sua dose quotidiana di insulina.
Ora, tutti i soggetti presi in esame dovranno percorrere lo stesso "spazio" per raggiungere il loro obiettivo. Tuttavia siete sicuri che vivranno quella distanza nello stesso modo?
Anche lo spazio, nonostante abbia un tipo di misurazione oggettiva, rientra nel campo della soggettività esperienziale quando viene considerato da un punto di vista percettivo.
3. I FENOMENI
La nostra realtà ha come veicolo di percezione i nostri cinque sensi. Ogni cosa che accade per noi ha determinate caratteristiche e un particolare impatto fisico ed emotivo.
I sensi accomunano la totalità del genere umano e dovrebbero perciò fornire un parametro molto chiaro in merito alla realtà di ciò che ci circonda. Eppure non è così.
Ogni cosa, anche la più piccola, subisce una rielaborazione mentale e soggettiva in fase di percezione e questo comporta la creazione di milioni di testimonianze diverse di uno stesso evento.
Il discorso si complica ulteriormente quando si prendono in considerazione anche le capacità percettive che non ci appartengono, ma che esistono in natura, ovvero i sensi degli animali. Le variazioni cromatiche date dalla struttura retinica degli occhi di specie diverse, l'ampiezza dello spettro sonoro, le esalazioni olfattive e ormonali, le vibrazioni. Tutti questi fenomeni esistono oggettivamente e hanno il potere di ribaltare completamente un evento in base a chi o cosa lo sta vivendo.
Quando parliamo di realtà allora, siamo ancora sicuri di cosa sia?
DOVE SI PONE L'EMOTIVITA'
Fin qui abbiamo analizzato situazioni esterne a noi. Non possiamo tuttavia ignorare il campo dell'interiorità, forse il più rilevante nella nostra quotidianità.
Esistono campi della scienza che hanno cercato di studiare, comprendere e catalogare le nostre esperienze emotive. Psicologia, neuroscienze, psicoterapia sono tutti rami della medicina volti a dare una risposta oggettiva a dei fenomeni legati intrinsecamente alla soggettività. Gli sforzi e le scoperte compiuti negli ultimi anni sono stati prodigiosi e hanno portato alla creazione di percorsi di guarigione e analisi profondamente efficaci.
Seppur condensate in innumerevoli protocolli medici più o meno standardizzati, queste tecniche terapeutiche si rivelano adeguate solo tenendo conto dell'esperienza del singolo caso per caso.
Esistono definizioni chiare per gli stati d'animo, ma è il modo in cui vengono provati e manifestati a suggerirne l'entità e la realtà. Perciò la tristezza, così come la gioia, la noia, la gratitudine, il nervosismo o la spensieratezza, assumono espressioni fisiche simili ma manifestazioni emotive opposte e hanno a loro volta il potere di modificare radicalmente la realtà degli eventi che accadono nelle nostre vite.
COMPRENDERE PER APPRENDERE
Tutti gli esempi forniti finora hanno dato prova di come ogni fenomeno di questo mondo possa essere analizzato e compreso da innumerevoli punti di vista.
Che ruolo ha la meditazione in tutto questo?
Meditare significa osservare senza giudizio. Applicare questo filtro alle cose che accadono fuori e dentro di noi e unirlo al concetto di soggettività della realtà precedentemente proposto ci permette di avere un potere enorme su noi stessi e le nostre vite.
Basta analizzare e spostare l'attenzione per poter ribaltare la situazione.
Non è facile imparare l'arte del "non coinvolgimento" emotivo e all'inizio potremmo sentirci in difficoltà, ma perseverando nella pratica piano piano impareremo a dare il giusto spazio e la giusta reazione agli eventi.
Il segreto della pace, come insegna Buddha, non sta nel "non sentire", sta nell'accettare.
ELENCO DELLE LETTURE CONSIGLIATE
Qui di seguito verranno suggeriti alcuni libri che vi permetteranno di approfondire gli argomenti trattati nell'articolo.
- Come io vedo il mondo. La Teoria della Relatività, Albert Einstein (Newton Compton Editori, 2016)
Il volume raccoglie insieme due opere tra le più note del grande scienziato: l'eccezionale scoperta che apriva alla scienza nuovi orizzonti di ricerca e sperimentazione verso rivoluzionarie creazioni e i dubbi, gli interrogativi, i pensieri dell'uomo che ha dato nuove leggi fisiche all'universo, non solo sul modo di concepire lo spazio e il tempo, ma sull'alternativa tra progresso e autodistruzione che oggi si pone ai popoli della terra.
- Le cose della vita, Paul Guimard (L'Orma, 2021)
Tutta la storia ruota intorno al paradosso della percezione individuale del tempo, che sembra dilatarsi all’infinito ritornando poi a contrarsi per essere, alla fine, solo ciò che è: un breve attimo.
- Shotgun Lovesongs, Nickolas Butler (Marsilio, 2014)
Un romanzo composto da capitoli scritti dai singoli personaggi in cui si assiste all’antitesi tra azione e percezione, ovvero quanto erronee possano essere le nostre impressioni riguardo a ciò che gli altri provano e manifestano.